Aphrodite, il cavaliere delle rose

Prologo

© 2001 by Aphrodite

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Sono nato in un giorno di pioggia.

Mia madre mi raccontava spesso questa cosa perché diceva che la mia nascita, per lei, era stato un evento eccezionale. Era uno dei rari giorni di pioggia insistente, in Svezia.

Di solito, la neve era la signora incontrastata dell'inverno e, con il suo manto bianco, copriva ancora, in quel periodo, gli alberi della foresta di conifere, ma in quel giorno crepuscolare a cavallo tra il lungo inverno e la fredda estate artica, pioveva.

Mia madre era uscita per andare a trovare una sua cara compagna di infanzia, Lena. La donna che mi aveva messo al mondo si chiamava Erja.

Forse sono l'unico cavaliere, o comunque uno dei pochi, che ricordano così precisamente i primi anni della loro vita. Forse perché ho una buona memoria... forse perché sono stato allevato per lungo tempo dalla mamma... forse perché la donna che mi aveva partorito era il precedente cavaliere del pesci, la mia maestra.

Visto quello che fu la mia vita, avrei tanto preferito non conoscerla affatto, mia madre.

Comunque, dicevo, quel fatidico giorno, quella donna, incurante del suo stato precario, fece la sua solita visita di cortesia a Lena, ma non per qualche motivo profondo o per gentilezza... solo per vantarsi delle stupende sensazioni che si provano quando si sta per diventare madre, proprio con l'amica che aveva avuto la disgrazia di essere sterile!

Mia madre era così. La sua era vera e propria cattiveria. Godeva nel sapere che gli altri soffrivano e si sentiva superiore a tutti quelli che la circondavano...

E come biasimarla? I suoi poteri erano immensi e, a quei tempi, nel Boden, il piccolo villaggio in cui abitavamo, lei era la moglie del sindaco.

Ricordo ancora oggi il suo viso curato e perfetto, i suoi occhi leggermente allungati, dalle lunghe ciglia chiare, che mi parlava, seduta di fronte al fuoco della grande casa scura.

Era alta, il suo corpo atletico e muscoloso, androgino, non era caldo e rassicurante come quello di tutte le mamme della terra. Portava i suoi capelli chiarissimi, quasi bianchi, dai riflessi azzurrini, proprio come i miei, sempre legati in una treccia lunghissima. Il tono della sua voce era basso e sensuale. Il suo viso era perfetto, bianco, cadaverico... lei era bellissima, aveva lo stesso fascino della morte.

Ma sto di nuovo divagando, come mi succede spesso quando ripenso alla mia infanzia.

Mia madre, quel giorno, si era recata da Lena non solo per umiliarla. Sapeva che dovevo nascere in quei momenti, lei aveva una sensibilità acutissima... dopotutto era un cavaliere d'oro!

Ma era anche una donna molto superstiziosa. Aveva sognato, durante la notte, che se fossi nato in casa nostra, non avrei passato due inverni. Per questo mi portò a nascere lì.

Aveva sognato anche che sarebbe stato un giorno di pioggia, io avevo il compito di portare, allegoricamente, il sole al Boden.

Erja, mia madre, raccontava anche che aveva sofferto nel mettermi al mondo, aveva provato il dolore più straziante della sua vita, ma la colpa non era mia, era del suo cosmo.

Tutti l'avevano avvertita del rischio che correva nel volere un figlio pur essendo cavaliere di Athena. Ma lei era sicura del successo e aveva provato. Infine, stringendomi tra le braccia sanguinate e urlante, avvolto in un vecchio straccio che Lena aveva trovato nella sua umile casa, dove viveva con il marito, mi sussurrò:

"Tu sarai il mio gioiello, brillerai d'oro! Oh, nato sotto il segno dei Pesci!"

Era il 10 marzo.

La cara e dolce compagna di mia madre riferì alla donna, che aveva appena partorito, che fuori, appena era uscito dal suo ventre, la pioggia aveva smesso di picchiare il terreno e, nel piccolo guardino di fronte alla casa, una pianta di rose morta dall'inverno precedente, era fiorita e il suo fiore era rosso, un evento innaturale.

Mia madre rise nonostante il dolore e la spossatezza, anche in quel frangente aveva fatto tutto da sola.

Tra le risa forti, chiese a Lena: "Cosa ti sembra il mio bambino?!"

La donna guardandomi rapita rispose: "E'... è bellissimo!"


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