Umano e Divino

(giustizia e ingiustizia)

© 2001 by Aphrodite

This page was last modified: 2001/07/23


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Perché continuare...

Perché continuare a opporsi a quest'incubo di morte, disperazione...

Perché non lasciarsi andare... Saga... perché?!

così semplice. Abbandonare ogni speranza di vittoria, abbandonare ogni tentativo di "salvare" questo mondo, salvarlo dagli uomini, che cosa avranno mai fatto per te gli dei! Che cosa...?!

Sei la parte che più odio di me, sei la parte che più detesto proprio perché quella che meno comprendo. Ti ho osservato per tanti anni, cavaliere di Gemini, ti ho osservato ed ho pianto per te, per la tua ingenuità tutta divina, per quella fede verso la giustizia, verso quella farsa che è stata la tua vita di devoto.

Un inutile personaggio in questi templi antichi che decantano la grandezza di Athena, la grandezza della Dea, non la grandezza dell'unica vera forza, quella dell'oscurità che porta quiete, tranquillità.

Ti ho visto, ti ho visto è odiato quando gettavi nel mondo la tua forza di volontà, quando tentavi di salvare la terra ponendo davanti a tutti la grazia e la giustizia degli dei.

Ti ho visto mentre tu mi parlavi quella notte, mentre mi ammonivi, mentre avvertivi in sogno quel cavaliere, quell'uomo assurdo che aveva tentato, riuscendoci, di strapparmi la bimba sacra, quella che doveva morire per il bene degli uomini... perché io avevo visto, aveva sentito gli uomini chiamarmi, avevo sentito le loro urla di dolore e avevo raccolto un appello. Un appello che mi veniva dall'umanità!

"Basta!" sussurravano a mezza voce gli uomini "Siamo stanchi. Stanchi di non aver legge, stanchi di quello che vogliono far di noi tutti gli dei, siamo carne, carne messa al fuoco dai capricci divini!"

Allora perché non tentare di salvare. Perché non tentare di portare ordine, disciplina. Di portare una legge! E che sia quella dell'oscurità, cosa importa?! L'uomo è oscuro, la luce non ci appartiene, io sono un uomo prima di essere un cavaliere di Athena e come tale sento di dover spingere coloro che non hanno ancora aperto gli occhi a porsi certe domande, a trovare certe risposte giuste.

E' giustizia umana quella che porto, un momento di disordine in attesa che si compia la vera pace. Quella che non verrà mai più turbata. Cerco una dittatura a fin di bene, quella di un uomo che ha compreso come vanno le cose del mondo.

Ho dato tutto per il bene dell'uomo, ho sacrificato vite! Non è per me che lo faccio, mi basta poco per vivere ed essere felice, io lavoro per l'Uomo!

E quando sarà tutto finito, io il grande Saga, verrò riconosciuto come salvatore e mi ritirerò tra i miei simili, tra gli uomini!

Possibile che non capisci? Non ti rendi conto? Ho dato tutto per l'umanità: la mia vecchia vita, cioè la tua vita, di uomo ben visto dagli uomini orbi; ho lasciato che tu mi odiassi, tu, parte di me che tanto mi riempivi, mi rendevi completo, in questa doppiezza che mi stronca.

Ed ho sacrificato le persone a cui ho voluto bene, che ho amato...

Il mio pupillo è morto da tempo, lì nella valle che non vedrà mai il sole, per me, per la mia difesa, mentre Athena, che doveva appoggiare il mio lavoro invece di ostacolarmi, gli ha impedito di portare a termine un missione giusta, frenare Shiryu del drago, quel povero sciocco, illuso! Che pensa come tutti i grandi "cavalieri della speranza" (vano nome, altisonante di certo, ma vuoto come le conchiglie stese al sole ad asciugare!) di poter cambiare il mondo con una stupida corsa, o dando una mano a quella femmina!

E cosa dire del fiero Capricorno, colpito a morte da quello stesso uomo che mi ha portato via Deathmask,, la mia creatura. Capricorno... fiero, pieno di fede verso la dea che l'ha preferito ad altri... quante lacrime ho versato per lui, perché io sono uomo, e capisco, non come quei combattenti ancora fanciulli, dalla lacrima facile!

E poi... Camus...

Quel ragazzino che era venuto da me pieno di forza e potere glaciale, lo ricordo ancora. Gli occhi brillanti che mi rivolgevano, adoranti, uno sguardo di speranza. Lui è sì l'incarnazione della speranza umana di migliorare se stesso... migliorare fino alla fine, senza mai gettar la spugna.

Morir così, per mano di un biondino che aveva avuto solo il vanto di essere guidato da una dea! Dov'è finito allora lo spirito di competizione tutto umano! Dov'è finito, nel gesto del biondo, la forza di sapersi battere per l'umanità, cioè per se stessi, per un'affermazione personale... invece che per pura vendetta verso un gesto d'amore da parte di un maestro che vuol vedere il suo allievo diventar più forte!

Dov'è ora Camus, che nello sprofondar della nave di una morta, vedeva il mezzo, l'unico, per dischiudere quel piccolo seme di orgoglio seminato nel cuore di un adolescente invaghito di una donna deceduta tanti anni prima. Non c'è più il giovane Aquarius, nostro amico e compagno. Umano, forse più degli altri.

E tu vuoi che io getti la spugna proprio adesso nel mio progetto, Saga?! Ora che sono vicino... vicino alla salvezza dell'umanità?

Proprio ora, che ho persino sacrificato il mio cuore in questa battaglia?!

Il mio cuore umano che amava un altro essere umano?!

Già... che cosa ci siamo detti prima di lasciarci. Nulla, un abbraccio, un bacio, per noi erano sufficienti. Un arrivederci doveva essere, non un addio! Ed invece è stato quel che è stato... per la dea, per la giustizia, quella falsa giustizia divina, me l'ha portato via. Per sempre. Perché gli dei, quei dei ai quali siamo soltanto asserviti, non mi permetteranno mai più di vederlo, di stringerlo a me... mai più.

Finito per sempre ai miei occhi e a quelli degli uomini, il mio dolce, bello svedese biondo! Dannato agli occhi degli dei, perché per amore, sentimento Umano, aveva difeso me, un altro uomo.

Allora, dimmi, Saga... voglio che tu me lo dica e devi essere sincero: chi più di me ha sofferto in questa storia?! Ho gettato al vento tutti colore che, nella presunzione di essere forti, erano solo fondamentalisti ipocriti.

Devoti ad una folle, che doveva morire da piccola e lasciare tutto agli uomini...

Ho perso amici, amore... senza desiderare la vedetta, perché so che è un sentimento troppo negativo. Io lo so! Al contrario di altri... al contrario dei cavalieri della speranza, che solo sulla vendetta hanno giocato in questi giorni.

Per vendicare un torto, Hyoga di Cygnus ha stroncato la vita di Camus; per vendetta Shiryu ha ucciso Deathmask; per vendetta, il giovane Andromeda ha piegato le ultime forse di... di... Aphro...dite (senti il groppo alla gola che mi viene nel pronunciare quel nome a me tanto caro!).

Vorrei poter stendere sui ricordi un velo spesso, vorrei poter essere più forte. Ma so che la fitta rete nella quale ti avevo rinchiuso si sta spezzando, e se si aprirà un varco abbastanza largo per poter far passare il tuo corpo. Tu nella tua ingenuità mi tradirai! Tu, che avresti dovuto aiutarmi. Per l'uomo! Non per me, che sono sconfitto, ancor prima che il cavaliere di Pegaso, folle nella sua bramosia di accondiscendere alle voglie di Athena, varchi la soglia che ho di fronte.

Se le persone che amavo avessero combattuto contro uomini, avrebbero vinto. Loro hanno dovuto combattere contro una dea. Una dea che doveva morire, una dea che era portatrice di giustizia quanto lo è un bambino che si affaccia alla vita.

Gli dei hanno capricci non hanno principi. I veri principi, sono quelli umani.

Da soli potevamo far in modo che la vita potesse scorrere senza problemi. L'oscurità sarebbe stata il passaporto verso la felicità.

Ora non ci resta che attendere la morte, quella vera... ed essere giudicato dagli dei, che noi avremmo potuto abbattere per salvar noi stessi.


Fine


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