Il segreto di Artemide

Capitolo tredicesimo: Discorsi

© 2001 by Graziana

This page was last modified: 2001/07/23


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  • Ora capisco perché non sopportavi la presenza di Ades in te: incompatibilità fisica, oltre che morale, e la presenza di un'altra dea guidavano il tuo animo...

Esordì Saori, immergendosi nella grande vasca da bagno fumante, dove Shun si stava già rilassando

  • Già- annuì costei - Artemide dominava in me, evidentemente. Oltretutto, Ades non avrebbe potuto abitarmi: sono una donna!

Saori guardava la sua giovane amica con occhi nuovi: aveva mille domande da porre a quella persona così inconsueta, che se ne stava placidamente a mollo nell'acqua più che tiepida del bagno preparato appositamente per loro.

  • Ormai la verità sul mio... emm... vero essere si sarà diffusa in tutto il Grande Tempio!

Esclamò portando le mani dietro la nuca e posando la schiena contro il marmo tiepido del bordo della vasca. Assumeva posizioni tipicamente maschili.

  • Come hai fatto?

Chiese, sull'onda dei propri pensieri, Atena, quasi incantata da quella giovane tanto forte eppure così fragile... Nonostante i numerosi anni di sacrifici, privazioni ed attività fisica, aveva un corpo liscio e delicato, come se i muscoli avessero voluto mantenere intatta quell'innata bellezza; il suo cuore restava quello di una bambina, innocente, ma inerme nei confronti della vita.

  • Eh?

Non aveva afferrato il senso della domanda postale dall'amica, da colei che aveva protetto a rischio della pelle.... Adesso era lei, Artemide, Shun, ad aver bisogno di protezione: il nemico era terribile e, probabilmente, tentare di difendersi sarebbe solo servito a spedire in paradiso i suoi amici prima del tempo, a mandarci il suo Hyoga prima del tempo.

  • Come hai fatto a fingere... a fingere... senza mostrare cedimenti... senza poter parlare con nessuno? Ingannandoci tutti? Ad essere cavaliere e donna.

Domandò Saori: pareva una poppante che per la prima volta s'accorgesse dell'esistenza della luna e che la contemplasse, come rapita dal quel magico pallore. Dopo aver rivelato il suo piccolo espediente "tecnico", Shun continuò:

  • Psicologicamente è stato un problema solo nell'ultimo periodo: sono un'ottima attrice ed interpreto benino il ruolo di me stessa al maschile, ma ero satura ( di qui la mia decisione: improvvisarmi Astarte, calarmi nei panni che non avrei mai potuto indossare)

Sul suo volto persisteva il bel sorriso rilassato, conseguente alla confessione di quella mattina: il fratello sembrava essersene fatto una ragione, pur continuando a chiamarla utilizzando il maschile. Ella, inoltre, si sentiva bene, parlando finalmente di "cose da donne" con un'altra ragazza. Poteva ritenersi quasi normale. Era quasi normale. Solo quasi, però. In fondo, non le dispiaceva la vita condotta sino ad allora: era parte attiva di un grande disegno, il suo nome era scritto fra quelli dei grandi combattenti, lassù nel firmamento, non le era mancato nulla, tranne...

  • Tu sei innamorata- Le disse ad un tratto la compagna - Te lo si legge in faccia ed è inutile negare, perché posso vedere nel tuo cuore, cavaliere!

Fu un colpo basso , da pare di my lady, non c'era alcun dubbio, data l'aria maliziosa che aveva assunto. Era, però, del tutto inefficace obiettare...

  • Sì. Da tanto tempo, ormai, anche se l'ho capito solo da poco...

Non aveva più voglia di sorridere, Shun; era un argomento triste, l'amore, considerando che, probabilmente, non avrebbe avuto il tempo di conoscerne le gioie.

  • Di Hyoga, giusto?

Il "giusto" era retorico e la conversazione andava assumendo il tono di un interrogatorio; poco male: le sarebbe servito a far luce sui propri sentimenti, sulle loro origini. Un po' di chiarore nelle tenebre impedisce di brancolare alla cieca, e questo è un bene.

  • Da... da quando siamo venuti qui la prima volta- cominciò a raccontare - Eravamo in Gemini, quando il cavaliere di quel segno ribatté il suo attacco, colpendolo in pieno. Quando riuscii a smuovere le mie membra ammaccate da terra, lo vidi disteso in una pozza di sangue. Dovevo proteggerlo: era alla mercé del nemico. Provai a salvarlo, provai in tutti i modi, ma la Dimensione Oscura l'inghiottì e, per poco, non capitò altrettanto a me. Uscii dalla terza casa col passo di chi va al patibolo e con lo stato d'animo medesimo: era perduto per colpa mia, poiché non avevo saputo portargli soccorso nel momento del bisogno, a causa della mia inettitudine!

Rammentando quegli attimi terribili, le erano quasi salite le lacrime agli occhi. Atena la guardava, adesso, praticamente sconvolta: non avrebbe mai potuto immaginare...

  • Fin dopo lo scontro con Virgo, sono rimasta in uno stato so shoc: non potevo capacitarmi di averlo perso senza mai aver ammesso di amarlo, né a me stessa né ad alcuno, non potevo capacitarmi di non sentire più il suo cosmo, non potevo proprio... Poi, entrando in Libra, l'ho visto: fermo ed immobile in quella parete di ghiaccio riposava in un sonno senza sogni né risveglio. Ho creduto di morire anch'io... ho capito quant' egli fosse fondamentale per me. Non ricordo se piansi o meno: tutto ciò che mi rimane di quei momenti è un senso di disperazione indicibile. Dovevo fare qualcosa: non potevo lasciarlo lì in eterno! Quando Shiryu liberò il suo corpo dalla prigione che ne conservava le spoglie mortali (gliene sarò grata all'infinito), ho deciso di rischiare il tutto per tutto.... Sono rimasta sola con lui, riflettendo sull'orribile fine che ci avrebbe accomunati, in un ultimo gelido abbraccio, in caso di fallimento.... No: non sarebbe stata una fine orribile, perché lo avrei raggiunto o lo avrei salvato... che importanza avrebbe avuto morire con la certezza d'avergli ridato la vita?

"Che importanza avrebbe avuto morire..." ripeteva a sé stessa Saori "con la certezza d'avergli ridato la vita? Lo amava già da allora... già da allora lo amava come adesso. Le loro anime furono plasmate insieme dal Caos che un tempo regnava sovrano sull'universo, sono gemelle. Se avessero potuto scoprire prima i loro veri sentimenti, sarebbero stati felici, immensamente felici, ma ora come ora il destino crudele, il Fato cui anche gli dei dell'olimpo s'inchinano impotenti, ; serba loro solo sofferenze."

Provava dolore per quei due ragazzi e paura per la propria sorte. Pregava chiunque ci fosse più in alto di lei per far sì che tutti ne uscissero indenni ancora una volta, ma sarebbe stato possibile? Chi si sarebbe salvato fronteggiando il dio della guerra con il suo vero corpo? Era un'impresa disperata,

  • So quello che ti passa per la testa, amica mia.

Shun l'apostrofò, trovandola immersa nei suoi pensieri. Continuò:

  • Non temere, ce la caveremo; il sole, per noi, sorgerà anche domani ed il giorno dopo ancora, hai la mia parola... possiamo stare tranquille

Atena era stupita da tutta la compostezza che quella giovane, confusasi con gli uomini per tanto tempo, emanava come un'aura luminosa che s'andava a posare su ogni cosa nei pressi della sua persona.

  • Continua il tuo racconto, ti prego Cosa è accaduto dopo che Hyoga fu liberato dal feretro di cristallo?- spronò l'altra, bruciando di curiosità.
  • Seya e Shiryu se ne andarono e rimanemmo io e lui nella casa vuota e disadorna della bilancia. Ho preso il coraggio a quattro mani e gli ho dato il mio cosmo... in un bacio!
  • Un bacio?!- le fece eco Saori: non pensava che.... Non sapeva cosa pensare!
  • Sì. E mentre le mie labbra erano sulle sue e le energie mi abbandonavano, mentre il suo cormo ritrovava il calore ed il movimento perduti, mi sono ripromessa di dimenticarlo: non potevo amarlo e non potrei farlo tuttora. Ho avuto solo il tempo di confessargli, in un balbettio incomprensibile, l'inammissibile, miscelato a qualche parola di ringraziamento al Cielo, prima di perdere i sensi fra le sue braccai. Non ero, però, del tutto priva della mia coscienza: sentivo le sue mani stringermi e la sua voce parlarmi, ma non capivo quello che mi diceva, forse parlava in russo, o forse no.... Ero come una bambina inerme, tutta contro il suo petto e, mi vergogno ad ammetterlo, ero felice come non mai!- Confessò arrossendo
  • Perché te ne vergogni? Non è forse nella norma amare e vivere nella speranza di essere corrisposti? Non è forse proprio della nostra persona tangibile, fisica, il desiderio, che c'impedisce di ragionare con obiettività?

Atena stava ora parlando ad una fanciulla inesperta, bisognosa di consigli e di conforto, fragile dietro un'apparente inalienabilità, così diversa da pochi istanti prima.

Mente le due donne se ne stavano a mollo, un altro bagno era affollato: i ragazzi si preparavano per il ballo di quella sera, con tutta probabilità l'ultimo della loro esistenza. Un'atmosfera tesa regnava sul Grande Tempio: non si era avuto alcun preavviso, ma aleggiava la consapevolezza che la battaglia finale fosse ormai alle porte. Meglio godersi, dunque, quel poco di vita che rimaneva loro.

  • Eh, bello mio! Credo che deluderai la tua ragazza quando dovrete....
  • Ma cosa dici?

Hyoga arrossì per la vergogna: come si permetteva Seya di canzonarlo a quel modo, pur non essendo messo meglio?

  • Dico solo che "il nostro" Shun non sarà entusiasta delle tue prestazioni!

Ribatté il cavaliere, schizzando un po' d'acqua sul viso dell'amico, appena entrato nella vasca da bagno insieme agli altri.

  • Non credo proprio!

Rispose questi, ricambiando l'ondata di liquido bollente sulla faccia del compagno. Stava per scatenarsi una vera e propria zuffa, una di quelle tanto comuni negli asili infantili, quando Ikki interruppe bruscamente i due litiganti:

  • Insomma! Sembrate dei bambini- i due si fermarono immediatamente, guardando un po' inebetiti "il fratello maggiore" di tutti loro, che continuò: - Seya, ti sembra il caso di prendere in giro un russo? Sai che ci tengono ai gioielli di famiglia! E tu, Hyoga, non ti consiglierei di toccare neppure con un dito Shun, altrimenti la mia ira si abbatterà sul tuo capo e ti staccherà quella testolina bionda dal colo.... Siamo intesi?

Il rimprovero era chiaro ed estremamente esplicito, ma i ragazzi continuarono a fissare quell'asociale interrogativamente.

Un momento di silenzio cadde come un velo sottile ed impalpabile sulla combriccola, poi un battito di mani lo lacerò.

  • Bel discorso!- Disse Shiryu, che aveva applaudito - Ma non credi di essere stato troppo duro con il nostro Romeo? In fondo è innamorato pazzamente di "tuo fratello". Non è vero?

Il protetto dell'araba Fenice non poté tollerare oltre: arraffò un asciugamano uscendo dalla vasca e scomparve oltre l'uscio della sala coprendosi alla ben peggio.

  • Che tipo!- esclamò Seya con gli occhi fissi sulla scia lasciata da Ikki.
  • Allora, Hyoga, ti avevo fatto una domanda.- Proseguì il Dragone
  • È vero- ammise il bel russo- sono innamorato di Shun, ma quello che mi spaventa è la consapevolezza di esserlo sempre stato...
  • Cosa?- domandarono in coro, sgranando gli occhi per quella rivelazione assurda
  • Credo che, prima o poi, avrei perso la testa per quell'individuo tanto puro e candido, anche se non fosse stata una donna. Me ne sono reso conto in Libra, nella settima fra le case dello zodiaco
  • È quella presieduta dall'anziano maestro di Shiryu, giusto?
  • Già... dove Camus dell'acquario sospese la mai esistenza e mi rinchiuse in una tomba di ghiaccio
  • Aspetta un momento - Shiryu lo interruppe: aveva le idee confuse e bisognava chiarirle per comprendere a pieno una confessione del genere. - Vuoi dire che, se fosse stata un uomo, l'avresti amata lo stesso? Saresti diventato un... effemminato?- Domandò, vergognandosi ne pronunciare l'ultima parola della frase, simile ad una bestemmia.
  • Ne sono stato sicuro sin da quando ho avvertito il calore rifluire nelle mie membra e la sua vita scivolare via da quel fragile corpo per venire a depositarsi in me. Mi risvegliai sentendo le sue labbra tiepide scostarsi dalle mie. Aprii gli occhi e la vidi lì, distesa al mio fianco, esausta per tutta l'energia donatami. Il terrore di non vedere più il suo sorriso mi soffocava, ma m'ha dato il coraggio di capire quello che provavo veramente... - Raccontò con l'aria assorta di un naufrago nel mare dei ricordi.
  • Era all'oscuro di tutto questo... sentimentalismo!- Esordì Seya, mentre il Cigno continuava:
  • L'ho stretta forte a me, sentendo il suo respiro leggero sul mio collo. Non m'importava che fosse un ragazzo come me: io l'amavo, la desideravo! Se non ci fossimo trovati in una situazione disperata e non avessi rispettato il suo onore al pari del mio, avrei potuto non rispondere più delle mie azioni.

La storiella era decisamente sdolcinata: roba da femminucce o piccioncini felici.

  • Se ci fosse stato Ikki ti avrebbe cambiato i connotati! - tagliò corto Shiryu per mettere fine a quella pastorelleria - Comunque, stasera devi parlarle: potrebbe essere l'ultima occasione che hai! Non preoccuparti per il mastino: lo distrarremo noi, tu pensa ad essere felice con la persona che ami. Io e Seya penseremo al resto, dico bene amico?
  • Ma certo! - Entrambi tentavano di mantenersi apparentemente allegri, ma quella coppia suscitava nel loro cuore un sentimento di tenerezza malinconica, come se fossero i protagonisti di un romanzo a conclusione tragica: quanto tempo rimaneva loro da trascorrere l'uno con l'altra?
  • Cosa indossare questa sera?- domandò Hyoga, consapevole delle particolari circostanze.
  • Qualcosa che sia comodo da sfilare e che la faccia cadere ai tuoi piedi. E poi, che te ne importa? I vestiti vi saranno solo d'impaccio...- Uno sguardo gelido di Dragone gli fece smorzare la frase in gola.


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