Dopo la Guerra Sacra - Il ritorno di Hades

Capitolo 1

© 2001 by Andromeda Shun

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"Non ti libererai mai di me ! Ormai i nostri destini sono legati... indissolubilmente legati ! ! Preparerò la mia rivincita che avverrà per mezzo tuo ! ! Io e te, tu e io, saremo la causa della distruzione del mondo ! Siamo una cosa sola, tu sarai me... Andromeda non sarà più la tua guida ! ! !"

Galleggiava nel buio, con quella voce che lo avvolgeva, più oscura delle stesse tenebre...

Dov'era l'oblio tanto desiderato ?

Non era questo che voleva ; la sofferenza era più acuta che mai, una sofferenza spirituale...

Era ferito, sì, ma quella ferita gli lacerava l'anima e il cuore, non il corpo.

"Perché ? Perché sei tornato da me ? Perché proprio io ? Perché mi odi così tanto ? !"

"Sei fuori strada piccolo Shun... credi che desidererei così intensamente il tuo corpo se ti odiassi ? Che vorrei fondermi con te, essere tutt'uno con te ? No... io ti ho scelto ancora prima che nascessi perché voglio il meglio per me... Volevo l'essere perfetto, che alla bellezza del corpo unisse quella dell'anima... l'essere più puro... io ti ho scelto perché tu incarni la perfezione, ti ho scelto perché amo questa perfezione... quindi non ti odio Shun... io ti amo... e ti amo perché sei me, adesso... ho preso per me la tua purezza, e la tua perfezione umana è unita alla mia perfezione divina... Adesso, io sono anche Shun, tu sei anche Hades...

Conviviamo in un unico meraviglioso corpo... Andromeda non esiste più..."

Le parole si trasformarono in un'agghiacciante risata.

Shun cominciò a urlare, urlò come non aveva mai urlato prima d'ora...

Credeva che non si sarebbe più fermato.

* * *

Hyoga si precipitò verso il letto sul quale giaceva Shun.

Dopo che ebbero sconfitto Hades, quando stavano per tornare, Shun, che aveva usato tutta la grinta di cui era capace per lanciarsi contro il dio degli Inferi, si era improvvisamente accasciato tra le braccia di Ikki.

Era passata una settimana da allora e Shun aveva trascorso quei sette giorni in uno stato di semiincoscienza e di shock.

Quando apriva gli occhi, i suoi compagni vedevano specchiato in essi qualcosa che non capivano del tutto : c'era terrore, tristezza, angoscia, tutto questo insieme e anche qualcos'altro che non riuscivano a spiegarsi.

In quei momenti, il cavaliere di Andromeda non riconosceva nessuno di loro e rimaneva chiuso nel suo guscio di dolore, assente e lontano da tutto il resto...

Evidentemente, la tensione e le sofferenze della Guerra sacra erano state una prova troppo dura per l'emotivo Shun : l'aveva superata egregiamente, ma ne era uscito male.

Quando tutto era finito, la tensione accumulata in quella guerra e in quelle precedenti si era fatta sentire e Shun si era semplicemente lasciato andare, si era arreso all'angoscia e si era rinchiuso in essa, lasciando tutto il resto al di fuori.

Athena e i suoi sacri guerrieri disperavano di rivederlo tornare quello di un tempo e comunque, nessuno di loro sarebbe più stato lo stesso.

In un modo o nell'altro, quell'atroce guerra aveva inciso su tutti quanti.

Ma nessuno era nelle condizioni di Shun.

Il ragazzino non aveva più dato segni di consapevolezza, non aveva più parlato.

E ora Hyoga, che non si allontanava mai neanche di un passo dall'ospedale in cui l'amico e fratello era ricoverato, lo vide mettersi seduto per la prima volta, prendersi la testa tra le mani e aprire la bocca in un urlo che era la voce stessa dell'angoscia, la voce di chi si sente perduto, di chi sa di trovarsi immerso nella più cupa disperazione e di non avere alcuna via di uscita.

In pochi secondi fu accanto a lui, per avvolgerlo in un abbraccio protettivo, per cercare di sussurrargli parole di conforto ; ma Shun non sentiva, non vedeva nulla a parte l'incubo che lo teneva prigioniero... non riconobbe Hyoga : le urla si accentuarono, cercò di divincolarsi dall'abbraccio :

"LASIAMI ! ! ! STAMMI LONTANO ! ! UCCIDIMI, MA LASCIAMI LIBERO ! ! !"

Hyoga era profondamente sconvolto :

"Ti prego Shun.... cerca di guardarmi.... sono Hyoga.... sono il tuo amico..."

In quel momento, la porta della stanza si spalancò :

"Hyoga ! Che succede ? !" esclamò un ansioso Ikki avvicinandosi al letto.

Il cavaliere del Cigno scosse la testa :

"Non lo so... improvvisamente si è messo seduto ed ha cominciato a urlare... non riesco a calmarlo !"

Shun non urlava più, si era abbandonato all'abbraccio, ma non perché aveva riconosciuto l'amico : era un abbandono rassegnato... ora singhiozzava come un bambino, con gli occhi sbarrati fissi nel vuoto, persi in un punto lontano, terrorizzati da qualcosa che vedeva solo lui :

"Athena... dove sei ? Amici... Niisan... Hyoga... aiuto.... perché mi avete lasciato ?"

Ikki imprecò e, dopo averlo afferrato per le spalle, cominciò a scuoterlo con enfasi sempre maggiore... anche i suoi occhi erano pieni di lacrime :

"Maledizione Shun ! Guardami ! Sono qui, non ti ho abbandonato ! ! Hyoga è qui vicino a me, i nostri amici non sono lontani... siamo tutti qui, anch'io, perché volevo restare al tuo fianco, volevo riavere mio fratello... il fratello di un tempo ! ! ! Shun, ascoltami, ti prego ! ! ! "

Shun non parlava più ; tremava e respirava affannosamente...

"Torna da me fratellino..." proseguì Ikki "torna da noi.... da chi ti ama e vuole rivedere il tuo sorriso solare... Torna, Shun ! !"

In quel momento, il velo che offuscava quegli occhi grandi e verdi, un tempo così luminosi da sembrare cieli stellati, cominciò lentamente a dissolversi, il respiro rallentò.

Il giovane santo di Andromeda sbatté le palpebre, deglutì e si guardò intorno... per la prima volta dopo la terribile battaglia... era uno sguardo smarrito, colmo di incertezza e di paura, ma comunque un minimo segno di consapevolezza...

Li guardava entrambi, alternativamente ; le sue labbra si mossero, come per dire qualcosa, ma tutto quello che uscì fu un singhiozzo flebile come lo squittio di un topolino in trappola.

Ikki gli sorrise tra le lacrime, uno di quei sorrisi pieni di tenerezza che il freddo cavaliere di Phoenix riservava solo a lui :

"Mi vedi cucciolo ? Ci sei ?"

Finalmente, Shun pronunciò la prima parola del suo risveglio, la stessa che aveva pronunciato prima di precipitare nell'incubo :

"Niisan..."

"Sì fratellino..." rispose Ikki con la voce incrinata.

Intanto, lo sguardo di Shun si era portato sull'altro ragazzo :

"Hyo... Hyoga..."

Anche Hyoga sorrise:

"Bentornato tra noi cavaliere di Andromeda..."

"Che succede qui ? !" esclamò una voce giovanile e vivace, seguita dall'entrata in scena di un ragazzino bruno e abbronzato.

"Seiya..." sussurrò Hyoga "Shun è tornato... il nostro Andromeda è di nuovo tra noi..."

Seiya fece qualche passo avanti, con i grandi occhi scuri spalancati, fissi su Shun ; rimase un attimo in silenzio, senza sapere come reagire ; un attimo dopo, gettò le braccia al collo del compagno :

"A... amico mio..."

Strinse Shun a sé, sempre più forte, come per timore che se ne andasse di nuovo per tornare nelle tenebre.

Shun era ancora profondamente scosso e tremava come una foglia ; faceva fatica a muoversi, a ricambiare quell'abbraccio.

"Seiya... tu... sei... sei qui anche tu..."

"Certo sciocchino... dove volevi che fossi ?"

"Tu... eri... la spada di Hades.... ti aveva colpito al cuore... eri..."

"Morto ? In effetti lo ero... ma ho vinto anche la morte... avevo appena ritrovato mia sorella.... mi sono rifiutato di morire ! ! ! E gli dei mi hanno aiutato !"

Finalmente Shun sorrise, un sorriso lontano da quelli che illuminavano in passato il suo viso angelico ; era un sorriso triste e sofferente, ma la felicità per la sorte di Pegasus era sincera, tanto che riuscì finalmente ad abbracciarlo a sua volta, nascondendo il volto sul suo petto e inondando di lacrime la maglietta dell'amico :

"Sei vivo ! E' troppo bello per essere vero ! E hai ritrovato Patricia... Oh Seiya !"

"Eh, eh... sei sempre il solito !" lo canzonò Seiya ma senza troppa convinzione, troppo intenerito e commosso per prenderlo in giro.

Ikki e Hyoga si unirono all'abbraccio e Shun si sentì bene e protetto in quel lungo istante, circondato dalle braccia affettuose dei suoi fratelli...

Ma era davvero finita ? I giorni trascorsi in quel limbo oscuro in compagnia di Hades erano stati solo un terribile incubo dovuto agli strascichi della terribile Guerra Sacra ?

"Il cavaliere di Andromeda è tornato da solo alla vita ? Perché mi sento così strano ?"


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