Dopo la Guerra Sacra - Il ritorno di Hades

Capitolo 2

© 2001 by Andromeda Shun

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"Mylock, smettila di brontolare ! Shun sta tornando dall'ospedale dopo tanti giorni e io voglio accoglierlo nel migliore dei modi !"

Con queste parole, Saori aveva zittito il suo grosso assistente che brontolava e protestava scandalizzato per quello che la duchessa di Thule aveva speso...

Per lui era inconcepibile : il denaro della fondazione gettato con leggerezza allo scopo di organizzare una festa in grande stile alla villa ; e tutto per quel ragazzino piagnucoloso.

"Stanno arrivando !" esclamò Saori appoggiata alla finestra, mentre osservava la vettura della fondazione che varcava il cancello dell'immenso parco "Andiamo ad accoglierli !"

Borbottando, Mylock si avviò dietro alla duchessa.

Giunsero all'esterno proprio mentre le portiere dell'auto si aprivano ; Ikki e Hyoga furono i primi a scendere ed entrambi porsero una mano a Shun, aiutandolo ad alzarsi.

Saori lo osservava intenerita : che strano vederlo così debole, bisognoso di aiuto per camminare ; era l'ombra di ciò che era un tempo, ancora più pallido, magro e... sussultò... vide qualcosa che non le piacque... un'ombra sul volto efebico del ragazzo... un'ombra che vedeva penetrare in lui, nel suo cuore.

Scosse il capo... no, doveva esserselo immaginato ; i lunghi giorni di degenza avevano reso Shun così cupo e nient'altro.

Gli andò incontro e gli sorrise, posandogli una mano sulla guancia scavata :

"Ciao Shun..."

Le labbra del ragazzo si piegarono per ricambiare quel sorriso, ma senza molto successo :

"Milady... mi dispiace presentarmi in questo stato pietoso..."

Saori scosse la testa :

"Sei uscito da quella stanza d'ospedale dopo tanti giorni ; devi riprenderti... presto tornerai in forma... ora vieni dentro".

Gli sguardi di Shun e Mylock si incrociarono ; l'inserviente si portò alla bocca una mano chiusa a pugno e tossicchiò nervosamente prima di borbottare :

"Ciao scricciolo... ehm... è un po' che non ci si vede..."

Shun chinò il capo in segno di ringraziamento e, appoggiandosi a Ikki, varcò la soglia della villa.

Saori rivolse un sorriso divertito al suo assistente il quale, non appena se ne rese conto, si voltò imbarazzato.

"Non fare lo sciocco Mylock" ridacchiò la ragazza "Non devi mica vergognarti di dimostrare quanto sei affezionato a Shun e poi, io lo sapevo già !"

Senza aggiungere altro, seguì i suoi cavalieri già scomparsi all'interno.

* * *

Hyoga e Ikki condussero Shun nel salone dei ricevimenti ; trovarono il grande ambiente immerso nel buio...

Shun sobbalzò quando le luci si accesero all'improvviso mentre Seiya e Shiryu esclamavano, battendo le mani :

"Bentornato Andromeda !"

Attonito, Shun guardò tutti alternativamente ; Hyoga e Ikki gli sorridevano, continuando a tenere le mani sulle sue esili spalle.

I dolci occhi azzurro verdi scrutarono il salone addobbato a festa, la tavolata riccamente imbandita degna di un principe... e intorno al tavolo... tanti amici che sorridevano solo a lui : Kiki, i cavalieri di bronzo, le sacerdotesse di Athena, compresa June, senza la tipica maschera... Athena doveva avere abolito l'obbligo di portarla dopo la Guerra Sacra... e insieme a loro Miho, persino Patricia, la sorella ritrovata di Seiya... poi due giovani che se ne stavano un po' in disparte, bellissimi ed eleganti... uno sembrava una ragazza ; Shun li riconobbe immediatamente... non riusciva a crederci... persino loro erano venuti ad accoglierlo : Julian Kedives e il flautista Sorrento.

Shun rimase immobile ; avrebbe voluto dire tante cose ma ogni suono, ogni parola rimase bloccata dentro di lui.

Fu June a salvarlo dall'imbarazzo : la ragazzina fece qualche passo nella sua direzione e infine si gettò tra le sue braccia ; finalmente Shun riuscì a ricambiare quell'abbraccio e a voltarsi verso Saori per sussurrare : "Milady... non so davvero cosa dire... grazie..."

* * *

Il pranzo si avviava alla fine..

Shun si guardava intorno, crogiolandosi nell'affetto da cui era circondato...

Tutti parlavano e ridevano ma lui non partecipava ; cominciava a sentirsi stanco, in preda a uno strano torpore...

Era logico, in fondo era tornato alla vita dopo giorni e giorni passati in un letto d'ospedale ; però tutti quei volti che piano piano sembravano scomparire nella nebbia, quelle voci che si facevano vaghe e soffuse... tutto contribuiva a creare un'atmosfera alquanto onirica che cominciava ad inquietarlo.

Socchiuse un attimo le palpebre... per un attimo fu tutto buio... due occhi dorati lampeggiarono improvvisi nell'oscurità.

Shun sussultò mentre una mano forte si stringeva sulla sua spalla :

"Tutto bene ?"

La voce di Ikki lo riportò alla realtà... tutti lo guardavano ansiosi ; anche June era accorsa al suo fianco.

Shun scosse il capo ridacchiando :

"Scusatemi... forse devo riabituarmi alla quotidianità... probabilmente mi stavo addormentando".

"Sei stanco... è normale" intervenne Saori, senza riuscire a mascherare del tutto l'inquietudine "Vai in camera tua e dormi un po'..."

Ikki gli porse una mano ; non era mai stato così affettuoso :

"Vieni... ti accompagno !"

Shun accettò volentieri di mettere la sua mano affusolata in quella del fratello :

"Grazie... però preferirei andare in giardino... sedermi sull'erba all'ombra di uno di quei bellissimi alberi..."

Ikki annuì e sorrise :

"Allora andiamo !"

I due fratelli salutarono i presenti con un inchino alla maniera nipponica e uscirono insieme a June e a Hyoga nel pieno di un pomeriggio soleggiato.

Shun, facendosi schermo con una mano, sollevò lo sguardo verso l'incandescente disco dorato e per un attimo, fu assalito da un pensiero angoscioso :

"Ci pensate ? La terra ha rischiato davvero di essere privata del sole... nessuno, per l'eternità, avrebbe più assistito al miracolo del giorno che si alterna alla notte... l'alba di un nuovo mattino non sarebbe più venuta e con lei, neanche la speranza di vedere ancora la luce..."

I compagni si soffermarono a ponderare quelle parole ; quei pensieri espressi dall'animo sensibile del giovanissimo cavaliere appartenevano a tutti loro.

Le loro attenzioni erano tutte per Shun, che ora appariva più che mai distante dal valoroso guerriero che dava tutto se stesso in battaglia : chi lo osservava vedeva solo un delicato adolescente di quattordici anni, dagli strani capelli verdi e dallo sguardo innocente e dolce come quello di un bimbo.

Eppure, quello stesso ragazzino, poco tempo prima, aveva ospitato l'anima feroce e spietata del dio Hades dentro di sé e l'aveva sconfitto ; aveva scacciato la presenza demoniaca semplicemente grazie alla purezza del suo cuore e ad un aiuto fondamentale di Athena, la dea in cui credeva e alla quale aveva consacrato la propria vita.

I compagni, che lo conoscevano bene, sapevano quale segreta forza si celasse in quel corpo apparentemente fragile... non si trattava di forza fisica...

"Anch'io ti conosco bene Shun... anch'io lo so... E' una forza misteriosa la tua vero ? Una forza tutta spirituale, pura, ma travolgente, in grado di diventare implacabile e spietata se si tratta di usarla per quello in cui credi..."

Shun si guardò intorno, ma era consapevole dell'inutilità di quel gesto... sapeva già che nessuno dei suoi compagni aveva parlato e nessuno di loro aveva udito quella voce...

Non avrebbero potuto udirla... la voce era mentale, solo per lui e non proveniva da nessun altra parte se non da lui stesso.

Il ragazzo si fermò e, istintivamente, guardò ancora verso il cielo...

Il sole... si stava oscurando ? Era una sua impressione ?

"E' questo che vogliamo, vero Shun ? Che il sole si oscuri... definitivamente... che la notte regni eterna sulla Terra !"

"No... io... non lo voglio..."

"Sì che lo vuoi... la tua forza piccolo... ricordi ? Ricordi quanto riesci ad essere devastante ? Ricordi quante persone hai ucciso quando hai deciso di farlo ? Sei stato capace di non mostrare pietà... il mio influsso è sempre stato con te e in questi momenti ha prevalso ; non mi conoscevi ancora, ma io sì, non te ne rendevi conto ma in quelle occasioni mi permettevi di uscire allo scoperto ! Non ce l'avresti mai fatta senza di me ! E mi hai accettato anche se inconsciamente !"

Shun si tappò le orecchie e scosse disperatamente la testa :

"Smettila ! !"

"SHUN !"

Si guardò intorno ; suo fratello era davanti a lui, June e Hyoga al suo fianco : lo osservavano perplessi e ansiosi... videro i suoi occhi smarriti vagare un attimo senza meta, pieni di domande.

"Cos'hai ?" chiese la voce preoccupata di Ikki.

Le mani del fratello erano premute con forza sulle sue spalle, gli occhi grigi fissi nelle sue iridi verdi.

Shun si sentiva strano, come se fosse tornato da un viaggio onirico, al di là del tempo e dello spazio...

Ma il sole era ancora luminoso, le foglie e l'erba splendevano ai suoi raggi come tante pietre preziose cosparse nel grande parco ; doveva aver sognato, si impose di crederlo... si era svegliato da poco da un coma di giorni, dopo avere affrontato una guerra dopo l'altra, vedendo sempre più massacro e sangue intorno a sé...

Aveva combattuto contro la sua indole, aveva assistito a cose che avrebbero scioccato qualsiasi ragazzo della sua età ; non era portato alla lotta e aveva combattuto ugualmente, sottoponendo il suo stesso cuore e la sua stessa anima a interminabili violenze per imporsi di continuare e di compiere il proprio dovere.

Ora che tutto era finito, il suo cuore e la sua anima si vendicavano, causandogli queste crisi... per i suoi compagni era più facile... le battaglie avevano segnato tutti ma lui le aveva sempre prese diversamente, molto peggio degli altri... e ora doveva accettare queste crisi... non era altro che questo il problema.

"Sto... sto bene..." sussurrò scostandosi una ciocca di capelli dagli occhi e sforzandosi di sorridere "Forse non mi sono ripreso del tutto..."

"Sarebbe meglio che andassi a riposare un po'" mormorò June, protettiva come una sorella fin dai tempi dell'Isola di Andromeda.

"No... voglio restare alla luce del sole... perché non ci sediamo sul prato ?"

Davanti agli occhi ancora ansiosi dei compagni, Shun si mise a correre...

Un pensiero unanime balzò nel cuore dei presenti : finalmente correva... le forze gli stavano tornando.

Adesso era come un bambino ridente : girò intorno ad un albero, poi compì qualche graziosa piroetta degna di un'elegante ballerino... sembrava di vedere le catene di Andromeda danzare intorno a lui, le sinuose spire roteare sempre più veloci per proteggere il fragile corpo del loro padrone.

Infine, Shun si lasciò cadere, rotolando sul prato con una risata cristallina e infantile ; possibile che stesse tornando quello di un tempo ?

La stessa domanda inespressa accomunava in quel momento i tre ragazzi che assistevano a quella contagiosa esplosione di gioia : stavano finalmente per riavere il loro prezioso cavaliere di Andromeda ?

Si sedettero intorno a lui sul prato ; Shun aveva incrociato le mani dietro la nuca e, disteso sulla schiena, osservava il leggero ondeggiare delle foglie che sussurravano tra loro... la brezza leggera fischiava tra i rami...

Quella musica, quel verde ornato dagli arabeschi dorati del sole, lo facevano sentire leggero...

"Bravo ! E' così che devi comportarti... lasciati andare e smetti di resistermi !"

Shun se ne rese conto troppo tardi ; aveva allentato le difese, gli stava succedendo qualcosa di strano...

Qualcosa stava respingendo la sua personalità per sostituirvisi, la stava cacciando giù, in fondo, sempre più in fondo dentro di lui... la stava schiacciando per poter prendere il sopravvento.

"No..." lottò per riportare la propria anima in superficie "mi sembra di affogare... Aiuto ! Dove sono ? Dove sto andando ? Non..."

Poi, fu il buio totale...

Shun... Andromeda era nel nulla, risucchiato da qualche parte nel suo stesso corpo senza potersi ritrovare.

* * *

Le foglie stormivano più forte...

Non era più una semplice brezza... si stava alzando il vento, un vento gelido.

"Che cosa bizzarra" osservò June massaggiandosi le braccia "Così all'improvviso... un attimo fa si moriva dal caldo e ora fa quasi freddo".

"Che... vento strano..." sussurrò Hyoga senza rivolgersi a nessuno, lasciando vagare verso l'alto il suo sguardo di ghiaccio...

"Il mio ritorno è prossimo... questo è il messaggio che vi porta il vento !"

Si voltarono di scatto verso Shun...

Era stato lui a parlare, ma quella voce cupa, fredda, profonda, non sembrava affatto la sua.

Il ragazzo si alzò in piedi e rimase immobile, gli occhi socchiusi e vitrei, privi di qualsiasi espressione, vuoti, così vuoti da sembrare baratri oscuri senza fine...

Non potevano appartenere a Shun quelle orbite prive di ogni luminosità, quelle pozze di mistero puntate su qualcosa che solo loro vedevano, qualcosa di lontano.

Shun non era lì con loro.

I tre giovani seduti ai suoi piedi, persino Ikki, provarono un impeto di soggezione : il timido e insicuro cavaliere di Andromeda, in quel momento era una figura maestosa che li sovrastava, inquietante e bellissimo pur con quello sguardo arcano negli occhi, i lunghi capelli verdi che danzavano nel vento, intorno al bianco volto dai lineamenti perfetti.

Rimasero muti e attoniti, quasi incapaci di chiedersi qualsiasi cosa, soggiogati da quell'essere straordinario che si ergeva davanti a loro, con lo sguardo perso nel vuoto ma che sicuramente stava contemplando qualcosa... forse l'infinito...

Quanto durò quell'istante in cui il tempo sembrava essersi fermato, nessuno di loro avrebbe saputo dirlo..

All'improvviso, gli occhi di Shun si spalancarono, tornando quelli limpidi e ingenui di sempre ; il ragazzino sbatté più volte le palpebre e schiuse leggermente le labbra dalle quali sfuggì un leggero gemito.

Strinse i pugni e cominciò a tremare per poi perdere l'equilibrio. Ikki tese le braccia pronto ad accoglierlo e Shun si accasciò contro di lui, come una bambola priva di consistenza.

* * *

"Spiegami cosa è successo esattamente Hyoga !" chiese Saori mentre Ikki portava Shun, ancora svenuto, nella sua stanza, seguito dalla premurosa June.

Julian Kedives aveva lasciato il suo posto isolato accanto a Sorrento per affiancarsi alla duchessa di Thule e informarsi sul malessere di Shun.

"Milady... in realtà non lo so spiegare" rispose Hyoga cercando di mantenersi saldo e composto come sempre ma in realtà profondamente scosso "ricordo di avere notato il vento... un vento che sembrava avere spazzato via d'incanto il calore del sole.. forse sono stato l'unico a notare la nube che ha coperto l'astro in quell'istante.. solitaria in mezzo al sereno..."

"Una nube ?"

"Sì... una nube e un vento gelido... Shun si è alzato in piedi, ha pronunciato parole che nessuno di noi ha capito.."

"Quali parole ?" intervenne Julian corrugando la fronte.

Hyoga esitò un istante, fissandolo con incertezza ; non era più il dio dei mari... aveva il diritto di immischiarsi così nelle faccende dei santi di Athena ?

Guardò Saori come per chiederle conferma ; la ragazza annuì, quindi Hyoga concluse :

"Un messaggio... parlava di un messaggio... il vento porta il messaggio del mio ritorno... o qualcosa del genere..."

Saori sussultò ; la fronte di Julian si corrugò maggiormente :

"Milady" chiese il giovane dai capelli azzurri "posso parlarvi da solo per qualche istante ?"

La ragazza annuì e congedò Hyoga con poche gentili parole :

"Vai a vedere come sta Shun e restagli vicino !"

* * *

"Cosa volevate dirmi signor Kedives ?"

La lunga gonna di Saori frusciava sul pavimento del salone dei ricevimenti, così lucido che le sue scarpette di seta si specchiavano in esso mentre la fanciulla passeggiava inquieta verso la portafinestra.

Julian era rimasto immobile accanto all'uscio dopo avere richiuso la porta dietro di sé.

Si inchinò rispettosamente prima di rispondere alla domanda :

"Immagino che lo sappiate benissimo..."

"Shun ?"

"Mi sembra l'argomento più urgente e pressante di cui parlare... a quanto pare il ragazzo non si è ristabilito affatto".

Saori si fermò e fissò lo sguardo sul verde panorama del suo immenso parco al di là dei limpidissimi vetri :

"E' stato in coma per parecchi giorni... mi sembra logico che possa avere dei malesseri..."

"La vostra voce non suona convinta Milady.. avete paura di qualcosa... di qualcosa che credevate concluso e che forse non lo è !"

Saori si voltò di scatto e scrutò fermamente quel volto dolce ma enigmatico ; come poteva parlare così ? Lui non era più un dio ; si stava comportando come qualcuno che la sapeva lunga, eppure ormai doveva essere ritornato un semplice giovane aristocratico, dedito alla beneficenza e alle opere buone, completamente distaccato dalle faccende sacre.

"Dove volete arrivare Julian ?" lo apostrofò con chiara freddezza.

Il giovane non perse la sua flemma e non si scompose :

"Non è necessario che vi mettiate così sulla difensiva... io non sono più contro di voi... non è me che dovete temere !"

Allora ricordava ? Ricordava quello che era accaduto tra loro ? Ricordava di avere combattuto contro la dea Athena come reincarnazione di Poseidon ?

Era sconcertata e rimase in silenzio.

"Siete spaventata Saori... mi dispiace vedere il vostro bel viso così alterato dall'angoscia... ma non temete... voi e i vostri eroici ragazzi non sarete soli se lui dovesse ritornare..."

"Lui... ?" riuscì appena a sussurrare la fanciulla divina, come se quelle parole avessero portato definitivamente alla superficie un timore che cercava in tutti i modi di tenere sepolto nell'inconscio.

E la disperazione minacciò di travolgerla alle successive parole di Julian :

"Non fingete di non capire... voi sapete di cosa sto parlando..."

Era il colpo di grazia ; Saori si lasciò semplicemente cadere su una poltrona, puntando i grandi occhi azzurri sul giovane, ma in realtà fissando il vuoto, il baratro di terrore che le si era spalancato davanti.

Julian spinse la porta e, mentre usciva, la salutò con una promessa :

"Farò il possibile per esservi di aiuto... i miei sentimenti per voi non sono cambiati... ma questa volta li indirizzerò sulla strada giusta.. la vostra !"

Saori non rispose e forse neanche lo udì ; quando il giovane si chiuse la porta alle spalle, si nascose il volto tra le mani ed esplose in singhiozzi :

"No... o dei ! Padre Zeus ! Fa che non sia vero ! L'avevamo battuto ! Non può essere stato tutto inutile quel sangue sparso, l'estremo sacrificio di tanti miei cavalieri ! Julian si sbaglia ! deve sbagliarsi !"

Julian si soffermò qualche istante fuori dalla porta e ascoltò l'angoscioso sfogo della ragazza ; il suo viso impassibile e calmo si arrese ad una sorta di tristezza.

"Vorrei tanto sbagliarmi piccola Saori" sospirò tra sé "Non sai quanto lo vorrei... ma temo... siamo pochi questa volta... davvero pochi... e lui ? Forse gli è rimasto solo il corpo di Shun... ma potrebbe bastargli... un'arma a doppio taglio.. Potrebbe dipendere tutto dal cavaliere di Andromeda".

"Allora andrà tutto bene... io mi fido di lui !"

Solo allora, udendo quella voce strascicata e melodiosa, Julian notò il suo fedele flautista pochi passi più in là.

"Ne sei sicuro Sorrento ? Un fragile ragazzino contro un dio ?"

Il ragazzo ammiccò lanciando bagliori dagli occhi grandi e violetti :

"Non sottovalutatelo quel ragazzino.. se lui è fragile io sono una nullità dato che mi ha sconfitto.." si bloccò pesando le parole da lui stesso pronunciate e scambiando un istintivo sguardo d'intesa con Julian.

Questi sorrise e annuì :

"Allora ricordi anche tu... meglio così... mi sentirò meno solo... avrò almeno uno dei vecchi compagni al mio fianco".

Sorrento gli si accostò e prese le mani di Julian tra le sue :

"Io... sarò sempre al vostro fianco, mio signore..."

Il sorriso di Julian si fece terribilmente malinconico :

"Anche se ti chiedessi di rischiare ancora la vita ?"

"la mia vita non avrebbe senso se la trascorressi senza avere adempiuto ai miei doveri !"

Julian gli mise una mano sulla spalla, gli occhi azzurri luccicanti di lacrime ribelli che faticava a tenere prigioniere :

"Allora mi seguirai ? verrai con me... adesso ?"

"Dove mio signore ?"

"Al mare...devi aiutarmi a recuperare una cosa..."


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