Dopo la Guerra Sacra - Il ritorno di Hades

Capitolo 5

© 2001 by Andromeda Shun

This page was last modified: 2001/07/23


Back to Stayka's Saint Seiya Index | FanFics | Site Index


"Potremo giungere a destinazione da qui ?"

"Non lo so, Sorrento..."

Due paia di occhi, dalla cima della scogliera, osservavano l'infrangersi delle onde, assaporando sulla pelle gli spruzzi gelati, accogliendo nelle narici l'odore forte di salsedine, sensazioni che li riportavano anticipatamente a casa.

"Tutto questo è mio... come ho potuto dimenticarlo così a lungo ?"

"Come abbiamo potuto ? Non lo so... e perché abbiamo ricordato così all'improvviso ?"

"Proprio adesso che la Terra è di nuovo in pericolo... ricordi Sorrento ? Ricordi l'ultimo sprazzo di memoria che ho avuto ?"

"Durante l'ultima Guerra Sara, quando lo spirito di Poseidon ti ha permesso di mandare le armature ai cavalieri della speranza..."

Julian annuì :

"Sì... e dopo allora più nulla... fino a questa nuova minaccia..."

"Sembra quasi che... la tua coscienza divina diventi più forte quando altre divinità sono vicine o attaccano la terra !"

Julian scalciò nervosamente una pietra, la quale rotolò rimbalzando tra le rocce, fino ad essere rapita da un'onda che la avvolse nella sua mano di bianca spuma e la trascinò con sé negli abissi.

"Maledizione ! La mia coscienza divina non poteva starsene a dormire ancora per un po' ? !"

Gli occhi violetti del compagno lo scrutarono, limpidi, con una traccia di rimprovero :

"E' un discorso egoistico, mio signore..."

Le iridi azzurre di Julian lo fulminarono :

"E' egoistico volere troppo bene ad un amico ? E' egoistico desiderare che si salvi ! ?"

"Sì, se questo amico è felice di contribuire alla lotta per la giustizia, se questo amico soffrisse nel non poter fare nulla mentre il male trionfa... egoistico anche nei confronti di questo amico !"

Julian scosse la testa con un'esclamazione di impazienza, mentre i capelli celesti volteggiavano nell'aria, posandosi poi leggermente sulle ampie spalle fasciate dalla giacca blu.

La mano delicata di Sorrento si insinuò in quella del compagno :

"Tuffiamoci ora, qui ! Sarà la tua volontà a portarci nel regno sottomarino..."

"Non lo so Sorrento... ancora non sono sicuro che sia il modo giusto per giungere a destinazione..."

Un guizzo in lontananza attrasse i loro sguardi, uno scintillio di sole colpì qualche creatura marina che balzò per un istante fuori dall'acqua, prima di scomparire nuovamente tra i flutti.

"Cos'è stato ?" domandò Julian corrugando la fronte.

"Probabilmente un animale".

"No... per un attimo.. ho avuto come la sensazione che si stesse avvicinando un amico..."

Un secondo guizzo, questa volta più prossimo a loro, al quale ne seguirono altri... chiunque fosse quella creatura si stava accostando a riva.

"E'... lei..."

"Sì... sì mio signore... adesso anch'io la riconosco !" C'era una gioia sincera nella voce del giovane musico.

Con un balzo più alto degli altri, una ragazza dai lunghissimi capelli biondi fluttuanti, si stagliò nel cielo limpido, lasciando scorgere, per un breve istante, la coda squamosa di pesce.

Quando, con sinuosa eleganza, si posò sugli scogli, la coda scomparve : la sirena si erse, deliziosa e fiera, davanti a loro, mostrando due lunghissime gambe umane, protette, come tutta la persona, da una lucente armatura di rosso corallino.

Julian e Sorrento le furono accanto in pochi secondi ; un attimo dopo, la ragazza si inginocchiò umilmente al cospetto del giovane dai capelli celesti.

"Alzati Thetys" egli la pregò, posandole delicatamente le mani sulle braccia bianche e sottili.

La fanciulla obbedì, salutando nel frattempo anche l'altro ragazzo, con un leggero cenno del capo e un sorriso velato di tristezza.

"Rivedendoti, la mia mente si schiude ad altri ricordi sepolti" stava dicendo intanto Julian "Quel pesce che trovai morto sulla spiaggia... non un pesce... si trattava di colei che, per salvarmi, aveva sacrificato la vita... eppure ti rivedo davanti a me, tutt'altro che morta".

Le labbra rosse e carnose di Thetys si schiusero e lei parlò per la prima volta :

"Mi avevi rigettato in mare, perché nel mio mondo potessi avere la tomba... ma forse, quel gesto di mani pietose e sensibili verso una creatura così semplice come può sembrare un pesce, ha operato il miracolo. Appena le acque riavvolsero il mio corpo, un flusso vitale si riaccese in me... il mio desiderio di vivere, soprattutto la mia gratitudine, hanno fatto il resto".

Julian le sorrise con affetto :

"E adesso, mi dirai che ti trovi qui per caso ?"

"La presenza del mio signore già da un po' impregnava gli abissi.. stavi tornando... orma da giorni attendo per poterti ricondurre al tuo regno. Io ti sentivo, signore dei mari, non potevo non giungere a te !"

"Un segno del destino, allora, ti ha condotto a noi... perché tu possa guidarci !"

Thetys annuì, prendendoli entrambi per mano, si legarono a lei, fiduciosi, senza timore degli oscuri abissi, perché stavano tornando a casa.

Tutti e tre insieme furono inghiottiti dal mare e non riemersero più.

* * *

Le guglie scure, spoglie, si stagliavano in un cielo così azzurro e terso da far risaltare le tenebrose forme di quel misterioso edificio che si innalzava come un gigantesco mostro sull'arido colle.

Shun si bloccò, le membra gelide, il cuore oppresso ; era diverso il palazzo di Hades rispetto alla prima volta che era stato lì : quello vecchio era crollato al termine della Guerra sacra ma mani misteriose, forse divine, l'avevano ricostruito, spaventosa anticamera degli Inferi.

E lui doveva entrarci da solo... nessun amico al suo fianco, nessun fratello su cui poter contare, nessuno a sostenerlo, a spronarlo, a fargli coraggio, nessuno con cui condividere l'avventura che là dentro lo attendeva.

Si sentiva solo, bambino orfano e smarrito nel suo stesso terrore, di fronte all'ignoto più terribile. Le gambe gli tremavano così tanto da farlo quasi crollare in ginocchio.

Una sola parola gli vorticava in testa, gli salì alle labbra :

"Niisan..."

Lo voleva disperatamente accanto, desiderava con tutto se stesso non essere solo. Deglutì, sospirò e un odore di morte gli assalì le narici.

Tuttavia riprese il cammino, cercando di non lasciarli impressionare dalle orride mura che sembravano venirgli incontro, sempre più imponenti, cercando di non vedere il portone, maestosa bocca spalancata pronta ad inghiottirlo.

* * *

"L'avete trovato ?" esclamò Saori mentre i suoi cavalieri entravano nel salone, un gruppo di ragazzi inquieti e nervosi, i visi adolescenti trasfigurati dall'ansia.

Seiya scosse mestamente il capo. La ragazza si lasciò cadere su una poltrona, reclinando il viso e portandosi una mano tremante alla pallida fronte.

"Ma perché ?" gemette senza preoccuparsi di nascondere ai suoi guerrieri il proprio stato d'animo.

Ikki colpì il muro con un pugno così pieno di astio da far tremare le pareti.

"Non ha lasciato neanche un biglietto" osservò Hyoga "Se se ne fosse andato di sua spontanea volontà l'avrebbe fatto !"

"Non lo so..." sospirò un riflessivo Shiryu, appoggiato allo stipite della porta con le braccia incrociate sul petto "io ho lo strano sospetto che si sia allontanato per fare tutto da solo... la testolina del nostro Shun è più imprevedibile di quello che sembra !"

"Ma dove può essere andato ?" gridò June "Non ce la può fare da solo !"

Saori si sentiva totalmente impotente :

"Oh Shun" pensava "Avrei dovuto essere io a guidarti verso una possibile soluzione... e invece non ho saputo consigliarti nulla, lasciandoti solo a cercare una via d'uscita... ne hai trovata una mio cavaliere ? Quale ? Quanto ti costerà ? Perché sento che, qualunque essa sia, ti porterà via da noi ?"

* * *

Intorno a loro si era aperto un altro mondo, un universo alternativo dove il tempo si era fermato secoli prima, nella notte della storia.

Sopra di loro, il mare si era fatto cielo, una volta di intenso blu punteggiata dai bagliori dorati dei flutti scintillanti, che inghiottivano la sommità di titaniche colonne. Pilastri classicheggianti erano disseminati come alberi sull'immenso piazzale di pietra, dominato da un grande tempio a pianta rettangolare, sul cui tetto a spiovente, delicati bassorilievi ridavano vita a scene leggendarie di antica memoria.

"Sono a casa" mormorò Julian guardandosi intorno, mentre immagini sepolte, riprendevano forma nella massa confusa dei suoi ricordi.

Seguito dai due compagni si diresse con passo sicuro verso il tempio. Oltrepassarono il colonnato esterno, immergendosi nella vaga penombra... intorno regnava il silenzio... lo sciacquio dell'oceano giungeva loro ovattato, da una dimensione che si erano lasciati alle spalle.

Oltrepassarono le colossali mura dell'edificio ; nessuno di loro osava infrangere quel silenzio, quella sensazione di sospensione e quiete.

Julian non riusciva del tutto a nascondere la profonda tristezza che impregnava ogni parte di lui : tra pochi minuti, il dolore avrebbe rotto l'incanto di quella sacrale atmosfera.

* * *

Saori teneva i grandi occhi celesti fissi sullo schermo, mentre la voce del cronista descriveva, con una lieve inclinazione di panico che neanche la professionalità riusciva ad arginare, gli inspiegabili avvenimenti che gettavano un profondo velo di inquietudine un po' in tutto il mondo : morti improvvise e inspiegabili, epidemie, strani e bizzarri incidenti, persone che scomparivano nel nulla, cataclismi che spazzavano via intere città...

Shiryu e Castalia erano dietro di lei, osservavano anche loro in silenzio, i volti tesi e contratti.

Quando il servizio televisivo giunse al termine, la reincarnazione di Athena si alzò e, senza pronunciare una sola parola, si portò alla finestra. Contemplava distrattamente il suo bel parco ma in realtà, il suo sguardo malinconico era perso su qualche altra immagine, concentrato sulle riflessioni della propria mente divina.

"Sono loro... non è vero milady ?" domandò Shiryu.

La ragazza annuì e rispose, continuando a guardare fuori :

"Hades non ha perso tempo... non so se queste incursioni dei suoi spectre gli servano per distrarci... ma non possiamo continuare a lasciarli agire impunemente..."

"Ci sta proponendo di andare a stanarli in giro per il mondo ?" si intromise Castalia.

"Sì... siete in pochi miei cavalieri... e non so quanto siano numerosi, invece, i servi di Hades..."

"Li vinceremo ugualmente" esclamò il cavaliere del Dragone "Ci separeremo e daremo loro la caccia... quello che combinano in giro per il mondo ci aiuterà a trovarli !"

Ikki si precipitò nella stanza, seguito a breve distanza da Hyoga :

"E Shun ? Vi siete dimenticati di lui ? Nessuno penserà a cercarlo ? !"

"Calmati !" lo apostrofò Athena "Non rinunceremo a cercare Shun... ma lui è un cavaliere e probabilmente sta combattendo la sua battaglia... sa sicuramente quello che fa ! Il mondo invece, non può difendersi da solo dagli attacchi degli spectre ; spetta quindi a noi impedire loro di nuocere !"

Ikki imprecò tra i denti ma riconosceva la sensatezza delle parole di Athena. Anche Hyoga le accettò, tuttavia riteneva indegno, per un cavaliere, non correre in aiuto di un fratello d'armi abbandonato a se stesso.

Saori sembrò leggere in lui e si sentiva profondamente in colpa per la decisione presa :

"Ragazzi... per ora non abbiamo saputo da che parte cominciare... Non abbiamo neanche la più pallida idea di dove possa trovarsi Shun... Liberarci dagli spectre è già un punto di partenza per aiutare anche lui... forse gli renderemo meno pesante il fardello che, temo, abbia voluto prendere sulle sue spalle senza coinvolgerci..."

* * *

"Entra piccolo, non aver paura, è tutto tuo qui.. farò in modo che ti sia permesso passare... devi solo lasciar fare a me !"

Sì, pensava lo Shun ancora libero e autonomo dall'influsso di Hades, lascerò fare a te maledetto, guidami pure, non sai cosa ti aspetta !

Il portone era serrato, senza ombra di maniglie o serrature.

"Esci allo scoperto Hades ! Per la prima volta, me consenziente, guida la mia anima !"

"Sì... mi stai dando via libera, nessuna resistenza mi respinge.. hai compreso, finalmente, quello che possiamo fare insieme !"

Shun lo sentiva prendere il sopravvento ; la tentazione di arginarlo era forte ma sapeva che solo l'autentico signore degli Inferi avrebbe ottenuto di attraversare il palazzo... era ora di lasciarlo libero, avrebbe fatto tutto lui. Shun avrebbe solo dovuto fare in modo che il filo della propria consapevolezza, destinato a diventare sempre più sottile, non si spezzasse.. doveva restare in superficie, accanto ad Hades, evitare di annullarsi.

Per ora osservava, da spettatore, la volontà di Hades, la sentiva proclamare un ordine in una lingua arcana, probabilmente molto antica.

Un fragore, stridenti cigolii più raccapriccianti di un ruggito, fecero accapponare la pelle di Shun.

"Sta buono" gli intimò Hades "poni fine al controllo sul tuo corpo, abbandonati... se hai paura puoi sparire, puoi cancellarti... dormire... farò tutto io !"

Non doveva ascoltarlo, anche se era così forte, adesso, il potere dell'oscurità in lui.

Il titanico portale si stava aprendo : Shun sentì le proprie gambe... o quelle di Hades... muoversi con passo calmo, tranquillo, fino ad oltrepassare la soglia. A un successivo ordine di Hades il portone si richiuse con un boato assordante...

Shun avrebbe voluto urlare... il suo pensiero andò ad Ikki-Niisan, a tutti gli altri amici, alla sua dea : avrebbe focalizzato l'attenzione sul loro ricordo, sui loro visi per non annullarsi in Hades... fino all'ultimo momento.

Il suo delicato corpo di fanciullo si inoltrò nelle tenebre.

* * *

Il seggio regale di Poseidon era davanti a loro e alle sue spalle si stagliava il colossale pilastro che sosteneva la volta oceanica : la colonna centrale.

"In seguito alla guerra contro Athena era crollato tutto" osservò Sorrento "Perché adesso il regno è intatto ?"

"La volontà divina" rispose Julian "la colonna centrale è stata ricostruita per custodire al sicuro il sigillo della mia prigionia".

"Non stessa sorte è toccata alle altre sette colonne" intervenne Thetys "esse giacciono in rovina, miseri cumuli di macerie..."

Julian si strinse nelle spalle :

"Che senso avrebbe rivederle in piedi, senza i custodi a proteggerle ?" una profonda malinconia accompagnava quelle parole "Loro non ci sono più".

"Tranne uno" lo corresse Thetys, lanciando uno sguardo a Sorrento.

Julian le rivolse un'occhiata dalla quale la sirena si sentì trafitta, così rabbioso e al tempo stesso tanto triste da stringerle il cuore :

"Per quanto, Thetys ? Lo sai bene che..."

Non riuscì a proseguire, costretto a serrare le palpebre per arginare una lacrima ribelle.

"Allora... non c'è altra soluzione" Mormorò lei, mentre la commozione le inumidiva gli occhi.

"Sentite" si intromise Sorrento, con un ilare sorriso da piccolo monello "Cosa sono queste facce da funerale ? Non c'è altro modo, Thetys ; io sono l'unico generale rimasto.. in me c'è il sangue di guerriero necessario per spezzare il sigillo !"

"E' una legge crudele" sospirò Thetys distogliendo lo sguardo da quelle iridi così strane, limpide e belle "Perché proprio tu ?"

Sorrento si strinse nelle spalle senza smettere di sorridere :

"E perché no ? Credimi, non scambierei il mio posto con nessuno !"

"Andiamo !" fu la tagliente conclusione di Julian.

Guidò i compagni verso la grande colonna.

Più nessuno parlò ; solo l'eco dei loro passi risuonanti sul pavimento di marmo accompagnava il triste corteo.


to be continued


Disclaimer: Saint Seiya is the property of Kurumada Masami, Shueisha and Toei Animation.


This page belongs to Stayka's Saint Seiya Archive at http://www.saint-seiya.de

© by Andromeda Shun - Email: shundiandromeda@libero.it